martedì , 28 Maggio 2024
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Sport & sostenibilità: strategie e iniziative per un futuro più verde

Scopri The Loop che unisce sport, team building e impegno sociale per un mondo più responsabile.

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Lo sport sostenibile non è solo una moda temporanea ma una necessità nel contesto attuale. Ma prima vediamo che cosa si intende per sport sostenibile.

Che cosa si intende per sport sostenibile?

Un’attività sportiva è considerata sostenibile quando ha un impatto limitato sull’ambiente. Tuttavia, la sostenibilità dello sport non riguarda solo l’ambiente, ma riveste un’importanza fondamentale anche per il benessere dei dipendenti di un’azienda e per promuovere la sostenibilità aziendale stessa.

Lo sport è un modo per creare un team forte e un ambiente di lavoro confortevole. Quando le persone fanno attività fisica insieme, imparano a lavorare meglio in squadra, ad affrontare sfide insieme e a sostenersi a vicenda, rafforzando così i legami tra colleghi e migliorando l’ambiente di lavoro.

Le organizzazioni che lavorano nello sport per lo sviluppo hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere conoscenze e competenze ai giovani, agli atleti e alle comunità sull’importanza dell’educazione ambientale e della sostenibilità nei loro programmi.

I valori intrinseci dello sport, quali la salute, la vita attiva, lo spirito di squadra e l’empatia, costituiscono un contesto ideale ed essenziale per la diffusione dei messaggi di responsabilità sociale e ambientale. Allo stesso modo, integrare pratiche sostenibili all’interno di un’azienda contribuisce non solo al benessere dei dipendenti, ma anche alla creazione di un’azienda più efficiente e socialmente responsabile.

Gli eventi sportivi e l’impatto sull’ambiente

Gli eventi sportivi spesso comportano un notevole consumo di risorse e hanno un impatto significativo sull’ambiente, coinvolgendo aspetti come la costruzione degli stadi, la gestione dell’afflusso di spettatori, le emissioni di carbonio, la produzione di rifiuti e molto altro.

Secondo uno studio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (UN Environment Emissions Gap Report), il settore dello sport produce tra l’1% e il 2% delle emissioni di gas a effetto serra globali.

In Italia, si osserva un trend positivo nell’azione per ridurre tali emissioni.

Un esempio è rappresentato dalla squadra di calcio Juventus, impegnata attivamente nella promozione della sostenibilità sia sociale che ambientale.

Utilizzando il calcio come mezzo per diffondere valori positivi, la Juventus contribuisce al progresso della società e delle future generazioni.

Di recente, ha anche lanciato una campagna chiamata “Never Again“, che include un video messaggio contro il razzismo di Timothy Weah sui social, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale.

Anche l’Udinese Calcio merita menzione, classificandosi come il quarto club più sostenibile al mondo grazie a numerose iniziative volte alla sostenibilità. Un esempio è la conversione completa della Dacia Arena, il suo stadio, all’uso di energie rinnovabili.

Negli ultimi anni, il mondo dello sport si è impegnato attivamente nel promuovere valori di inclusione sociale e sensibilizzazione su questioni importanti come il razzismo negli stadi e l’inclusione femminile. Questo impegno è parte integrante della strategia ESG adottata da molte organizzazioni sportive.

Un esempio tangibile di questo impegno contro il razzismo è stato osservato a Londra nel 2020: durante il ritorno in campo della Premier League, si è manifestato un significativo sostegno contro il razzismo. Tutti i giocatori hanno indossato maglie speciali con la scritta “Black Lives Matter” sul retro, anziché i loro nomi, in segno di solidarietà verso le manifestazioni globali contro il razzismo, scaturite dopo la scomparsa di George Floyd, un uomo afroamericano, che è stato trattenuto a terra per un lungo periodo da un ufficiale di polizia, scatenando una forte reazione globale.

Tuttavia, non è solo una questione di calcio: è fondamentale che gli organizzatori di eventi sportivi integrino la strategia ESG (Ambientale, Sociale e di Governance) all’interno della loro organizzazione. Nel mondo sportivo, e non, devono iniziare a percepirsi come aziende a tutti gli effetti e valutare attentamente l’impatto che le loro attività hanno sull’ambiente.

Ma cos’è questa strategia?

Strategia ESG: Che cos’è e qual è la più diffusa

La strategia ESG (Ambientale, Sociale e di Governance) sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel panorama degli eventi sportivi.

All’interno di tali eventi, questa strategia si riferisce all’approccio adottato dagli organizzatori per gestire e integrare considerazioni ambientali, sociali e di governance nelle loro attività e decisioni.

Questo approccio mira a promuovere la sostenibilità, l’inclusione sociale, la responsabilità e la trasparenza nell’organizzazione e nella conduzione degli eventi sportivi. Include azioni come la riduzione dell’impatto ambientale degli eventi, la promozione della diversità e dell’inclusione, la tutela dei diritti umani e il miglioramento della governance e dell’etica aziendale.

La strategia ESG è essenziale per garantire che gli eventi sportivi siano gestiti in modo responsabile e sostenibile, rispettando l’ambiente, le persone e le comunità coinvolte.

Sport for Climate Action | UNFCC: che cos’è?

L’iniziativa “Sports for Climate Action” promossa dall‘UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) è un’iniziativa lanciata nel 2016 dall’UNFCCC e altre istituzioni per unire gli sforzi della comunità sportiva verso la sostenibilità ambientale e gli obiettivi degli Accordi di Parigi.

L’obiettivo è di coinvolgere il mondo dello sport nella lotta ai cambiamenti climatici, con focus sulla riduzione delle emissioni di CO2 e sull’educazione sul clima, promuovendo un consumo sostenibile e responsabile e incoraggiando azioni concrete per il clima attraverso la comunicazione.

Attualmente, quasi 40 organizzazioni calcistiche internazionali hanno aderito al protocollo, con una crescente attenzione verso la “Race To Zero“, una campagna che mira a intensificare gli sforzi per ridurre le emissioni e vincere la sfida per il clima. 

Le organizzazioni aderenti al “Race To Zero” si impegnano a dimezzare le emissioni entro la fine del decennio, con criteri più specifici e stringenti, inclusa una maggiore attenzione alla sostenibilità. Club calcistici come Wolfsburg, Southampton, Tottenham e Forest Green Rovers hanno attivamente aderito a questa iniziativa, emergendo come esempi di leadership nella lotta al cambiamento climatico nel mondo dello sport.

Qual è il programma di azione sportiva per il clima del PSG?

Il Paris Saint-Germain ha abbracciato lo “Sports for Climate Action”. Questo impegno, annunciato il 29 marzo 2021, si inserisce nel percorso di internazionalizzazione del club, evidenziando un’attenzione crescente all’ambiente.

Il PSG si unisce così ad altre prestigiose istituzioni sportive nel perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Il programma si focalizza su cinque pilastri principali:

  • pratiche aziendali più sostenibili
  • riduzione dell’impatto climatico
  • educazione sul clima
  • promozione di un consumo responsabile
  • comunicazione diffusa degli sforzi.

Il PSG, già attivo su diverse iniziative ambientali, ha dichiarato l’intenzione di strutturare ulteriormente il proprio impegno attraverso questo nuovo programma.

sport sostenibile | easy4green
Stadio Paris Saint-Germain

La corsa è uno sport sostenibile?

Si, la corsa rappresenta uno degli esempi più reali di sport sostenibile per tanti motivi.

In primo luogo, è un’attività accessibile a tutti, che richiede poche risorse materiali ed è praticabile in molti contesti, sia urbani che naturali. Inoltre, la corsa non emette gas serra o inquinanti atmosferici ed è un modo efficace per promuovere la mobilità sostenibile e ridurre l’uso di veicoli a motore.

Quando praticata in gruppo, diventa un’esperienza sociale e collaborativa che favorisce il sostegno reciproco, la sana competizione e la creazione di legami solidi tra i partecipanti. Questo senso di comunità contribuisce non solo al benessere individuale, ma anche alla promozione di uno stile di vita attivo e sostenibile.

Infine, la corsa è uno dei principali sport utilizzati per promuovere la consapevolezza ambientale e raccogliere fondi per cause ambientali, dimostrando il potenziale dello sport nell’ispirare azioni positive per il pianeta.

Dall’attività del runner è nato un nuovo sport, il plogging, che consiste nel raccogliere rifiuti durante la corsa. Questo movimento è nato nel 2016 a Stoccolma da un’idea di Erik Ahlström, che notando una grande quantità di rifiuti lungo il percorso che faceva ogni giorno per andare al lavoro, ha iniziato a raccoglierli e a gettarli nei contenitori per la raccolta differenziata, coinvolgendo amici e conoscenti.

sport sostenibile | easy4green
Plogging

Il plogging prevede il jogging o la camminata veloce con brevi pause per raccogliere la spazzatura trovata per terra, continuando poi a correre. È diventato rapidamente un movimento in Svezia e si è diffuso in tutto il mondo grazie agli amanti del fitness e dell’ambiente.

Come tutti gli sport, anche la corsa ha eventi che coinvolgono masse di fan e appassionati, e quindi è importante agire in modo responsabile. Molte gare di corsa implementano pratiche eco-sostenibili, come l’eliminazione della plastica monouso, il riciclo dei materiali e la sensibilizzazione ambientale tra i partecipanti.

L’iniziativa Closing The Loop, di cui parleremo oggi, si impegna proprio in questo: rispettare l’ambiente. Vedremo di che si tratta e come funziona.

Closing The Loop: il programma di sostenibilità dell’evento The Loop e il team building

“Closing The Loop” rappresenta un programma di sostenibilità sviluppato da “The Loop”.

The Loop è un evento di corsa a staffetta che si svolge a Roma e Milano.

The Loop è molto più di un semplice evento sportivo: trasformano la corsa da sport individuale a un potente strumento di team building.

Rappresenta un’opportunità unica per le aziende di unire le proprie forze in un contesto di competizione sana e di responsabilità sociale. Fondata sulla convinzione che lo sport abbia il potere di trasformare le persone e le comunità, The Loop celebra la corsa non solo come mezzo di benessere individuale, ma anche come strumento di coesione e team building aziendale.

Il format dell’evento è progettato per coinvolgere team aziendali composti da 4 persone provenienti dalla stessa azienda. Ogni squadra affronta un percorso circolare di 5 km per ciascun frazionista, per un totale di 20 km per squadra. Il percorso è standard per tutti e 4 i membri del team, garantendo una competizione equa e coinvolgente.

Ma The Loop non si limita alla corsa: è anche un’opportunità per le aziende di dimostrare il loro impegno sociale. Una parte della quota di iscrizione di ciascun team contribuisce a sostenere Sport Senza Frontiere, un’organizzazione che offre opportunità sportive ai bambini meno fortunati. In questo modo, ogni partecipante contribuisce a trasformare il futuro di centinaia di bambini e delle loro famiglie, creando un impatto positivo duraturo sulla comunità.

Inoltre, The Loop promuove valori di solidarietà e collaborazione, dimostrando che insieme è possibile raggiungere risultati straordinari. Il senso di appartenenza alla squadra e l’impegno verso un obiettivo comune vengono esaltati durante l’evento, contribuendo a rafforzare i legami tra colleghi e a ispirare azioni positive sia sul posto di lavoro che nella vita quotidiana.

Il programma “Closing The Loop” si concentra ulteriormente sulla sostenibilità ambientale dell’evento. ClimatePartner affianca l’organizzazione per definire e implementare tutte le azioni necessarie a rendere l’evento più responsabile nei confronti dell’ambiente. Questo include la misurazione e la riduzione delle emissioni generate dalla logistica, dall’energia utilizzata, dal catering e dagli sprechi.

Tra le varie iniziative di riduzione, The Loop abbraccia i principi dell’economia circolare. In un mondo sempre più consapevole dell’importanza della sostenibilità, Closing The Loop si distingue per la sua visione circolare, incentrata sulla condivisione, la riparazione, il riciclo e il riutilizzo dei materiali.

L’obiettivo di Closing The Loop non è semplicemente compensare le emissioni generate dalle attività sportive, ma piuttosto adottare comportamenti virtuosi volti a ridurre gli sprechi e a massimizzare l’utilità dei prodotti in ogni fase del loro ciclo di vita.

Tutte queste azioni vengono poi rendicontate in un report finale, garantendo trasparenza e comunicando l’impegno per il clima in modo chiaro e tangibile.

Partnership ClimatePartner & The Loop

Grazie alla collaborazione con ClimatePartner, che svolge il ruolo di Sustainability Partner, Closing The Loop offre ai partecipanti indicazioni e strumenti pratici per sviluppare una sensibilità ecologica e per adottare pratiche sostenibili nella propria vita quotidiana.

Attraverso questa partnership vogliamo sensibilizzare gli organizzatori nel trovare alternative più responsabili e dall’altra fornire (novità di questo anno) materiale e contenuti legati ai temi della sostenibilità alla target audience di The Loop; vogliamo infatti sensibilizzare chi ci segue su temi quali l’innovazione per la sensibilità, ma anche il problema della plastica e dello spreco alimentare

spiega Giorgio Bertolini, GM ClimatePartner Italia

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