sabato , 13 Luglio 2024
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GMP: Green Mobility Platform e la road map per abbattere le emissioni di CO2

Conosciamo una realtà italiana che si occupa di gestione della mobilità per ridurre l’inquinamento.

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Continua il nostro viaggio alla scoperta delle realtà italiane che hanno a cuore il tema della Sostenibilità. Oggi vi parliamo di Green Mobility Platform, abbreviata anche in GMP, che mira a ridurre le emissioni di gas serra.

Questo obiettivo viene perseguito attraverso una piattaforma innovativa che impatta sul settore dei trasporti, ad oggi responsabile del 25% delle emissioni europee. Questo impegno è guidato dagli obiettivi, che mese per mese stiamo già conoscendo insieme sui nostri profili social.

Parliamo quindi di Mobility Aziendale e per farlo abbiamo avuto la possibilità di chiacchierare con due figure chiave dell’azienda. Conosciamole insieme.

Michele Amici, Consigliere di Amministrazione di GMP

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Michele Amici
Crediti: GMP

Facility Management, Fit Management e Real Estate. Sembrano mondi lontani, ma sono strettamente legati alla gestione della mobilità. Ed è in questi ambiti che Michele Amici, consigliere di amministrazione di GMP (Green Mobility Platform), ha costruito il proprio percorso professionale.

Per tanti anni è stato dirigente in una multinazionale che si occupava sempre della gestione della mobilità. Si è associato ad A.I.A.G.A. (Associazione Italiana Acquirenti e Gestori di Auto Aziendali) arrivando fino al consiglio direttivo di cui ancora fa parte. La sua attenzione è concentrata su “come far spostare le persone”. Con quali mezzi e in quali modalità. Anche in ottica Real Estate, tutto ciò diventa la gestione di mobilità integrata, un’ottica che va oltre l’attenzione sugli spostamenti in sé, con un occhio di riguardo per i temi della sostenibilità, come l’emissione di anidride carbonica e il risparmio energetico.

Simone Costantini, CEO di Fleet Support

Fleet Support è un partner di GMP dalla consolidata esperienza nel settore automotive. Come amministratore delegato, Simone Costantini collabora con la realtà di GMP fornendo assistenza nel fleet management con una vasta offerta di servizi e software. Ma come si integrano queste realtà, lo vediamo tra poco!

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Simone Costantini
Crediti: LinkedIn

L’azienda nasce nel 2001 dall’idea di Simone e un altro socio e prosegue la sua storia in questi 23 anni di esperienza e crescita personale e professionale. Fleet Support è un’idea che è stata perseguita nel tempo, ripagando l’impegno di chi ci ha creduto fino ad oggi.

La Missione di Green Mobility Platform

L’azienda è nata dall’esperienza di Michele Amici e dalla collaborazione con Earth Day Italia durante il lockdown del 2020, a seguito di un convegno organizzato per trattare i temi della mobilità sostenibile è sbocciata l’idea di fare di più. Si sono posti una domanda: Come possiamo contribuire attivamente alla riduzione della CO2 nel rispetto delle direttive del Green Deal europeo?

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Crediti: GMP

La risposta è stata GMP, un progetto che nasce dall’esperienza del suo fondatore nel settore della gestione della mobilità. E che si è appoggiato alla piattaforma con cui governare obiettivi e risultati che si sono susseguiti negli anni: Fleet Support.

La tecnologia è sempre un ottimo strumento, se correttamente utilizzato. Ad oggi, per nostra fortuna, viviamo in un mondo in cui l’accesso alle informazioni e alla quantità di dati che possono essere significativi per ottenere dei risultati è abbastanza semplice. Alla base della piattaforma c’è una conoscenza approfondita di quelli che sono gli item fondamentali per la misurazione, per la gestione dei veicoli, per conoscere i loro consumi e le emissioni di CO2.

Continua:

Le innovazioni principali che vengono apportate all’interno della piattaforma hanno una natura che nasce dal consulenziale e finisce nell’informatico. Questo significa avere un’approfondita conoscenza delle necessità e di tutte le varie sfaccettature che un’auto ha nel corso della sua vita. Che ha permesso di andare a integrare all’interno della piattaforma un insieme di canali informativi che ci hanno portati dove siamo ora.

GMP e gli obiettivi del Green Deal Europeo

Oggi, il Green Deal è un tema che coinvolge tutti noi, e per GMP diventa un punto di riferimento per stabilire obiettivi chiari e precisi al fine di raggiungere la soglia di riduzione delle emissioni entro i prossimi sei anni: del 55% per le automobili e del 50% per i mezzi aziendali. Per realizzare questo obiettivo, la Green Mobility Platform si impegna ad assistere altre aziende affinché possano raggiungere tali traguardi.

Questa iniziativa di GMP nasce da professionisti del settore che da diversi anni operano in questo mondo. Ne conoscono il funzionamento e si offrono come strumenti, esigenze di mercato, che scendono in campo per aiutare le aziende a realizzare le condizioni per poter poi raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità. Inoltre GMP aiuta gli operatori del settore non solo nella gestione della mobilità, ma anche nel recupero degli investimenti stanziati.

GMP ha previsto fin dalla sua nascita i diversi obiettivi e i fenomeni di governo. Per questo la piattaforma comprende la possibilità di creare diversi documenti, come la car list o car policy, e fornisce supporto nella selezione e nell’acquisto di un nuovo mezzo. Tutto questo con l’obiettivo di confrontare la situazione attuale e rivedere la flotta per renderla più ‘green’.

È ovvio che se oggi compro una macchina elettrica mi ritroverò, come azienda, ad avere un maggior costo di canone che dovrà essere ottimizzato in termini di no cost sul combustibile. Sicuramente i primi mesi mi troverò ad avere un maggior costo, che però verrà recuperato nell’arco del tempo.

Continua:

GMP accompagna queste scelte e le governa anche in termini di gestione del risultato. Il nostro gestionale gestisce obiettivi iniziali per poter portare in un’ottica di gestione quotidiana tutti gli attori in causa. Dal driver fino al mobility manager, o al fleet manager. Queste sono le figure che possono governare l’andamento del risultato in una chiave ‘real time’. Questo vuol dire che gli spostamenti dell’andamento degli obiettivi possono essere governati. E questo comporta la possibilità di far prevedere strategie di produzione dell’obiettivo in maniera abbastanza chiara.

Questo è un po’ quello che oggi GMP riesce a mettere a disposizione degli operatori. L’esperienza di tutti noi è servita per poter costruire qualcosa che serva in maniera fattiva alla conduzione di questi obiettivi.

Sinergie di Mercato

GMP ha stretto partnership cruciali con organizzazioni che hanno indirizzato i propri interessi e investimenti verso temi ecologici. Un esempio sono le piattaforme che si occupano di rilasciare certificazioni di sostenibilità ambientale.

Stiamo cercando di far dialogare la nostra piattaforma con altre. Abbiamo fatto un accordo per cui i dati delle flotte che vanno a confluire in database dentro la nostra piattaforma GMP, ci vengono forniti direttamente in remoto da quella ACI (Automobile Club d’Italia).Per cui, invece di gestire i dati attraverso l’utilizzo di documenti cartacei o trasferiti manualmente, li prendiamo direttamente dalla piattaforma di ACI da cui provengono. Questo certifica ancora di più questa sinergia tra piattaforme che portano il raggiunto ad un risultato sempre più vero, in termini assoluti.

Il software Green Fleet

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Crediti: GMP

Green Fleet è un software sviluppato per ottimizzare la gestione delle flotte aziendali e promuovere una mobilità sostenibile. È stato sviluppato da esperti che comprendevano perfettamente le esigenze e gli obiettivi delle figure professionali coinvolte, come i Mobility Manager. Grazie a questa visione chiara, il software si rivela un prezioso alleato per supportare i professionisti nelle decisioni strategiche volte a ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la situazione complessiva.

Come funziona il software Green Fleet?

Attraverso un processo guidato, tutti i veicoli che siano in leasing o a noleggio vengono registrati presso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Ogni cliente gestisce questo processo per il proprio parco veicoli. Successivamente, il Fleet Manager può creare un’indagine per esplorare alternative alla flotta esistente, mirando a sostituire i veicoli più inquinanti per ridurre le emissioni, in linea con gli obiettivi posti personalmente di sostenibilità.

In questo modo, la piattaforma ottiene e analizza un quadro attuale della situazione di ciascun cliente, confrontabile con dati storici per valutare l’evoluzione verso gli obiettivi prefissati.

Questa è la prima informazione cruciale.

La seconda informazione mostra l’andamento della flotta in relazione ai dati medi-misti del consumo di un singolo veicolo. E di quali sarebbero le emissioni se tutti i driver guidassero correttamente il giusto veicolo.

La terza, fornisce una proiezione delle emissioni nel caso di sostituzione di uno o più veicoli della flotta. Questi dati sono essenziali per il Fleet Manager, che può così monitorare costantemente la performance aziendale e adattare la strategia in tempo reale per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Le Tendenze di Mercato del Settore Automotive

La cosa interessante, secondo Simone Costantini, è che l’enormità di dati presenti dalla piattaforma ha permesso di comprendere quali fossero i trend del momento. E quindi di approcciare diverse tematiche della lotta alla riduzione delle emissioni di CO2.

“Come Fleet Support, ad oggi abbiamo in gestione circa 45.000 veicoli di aziende che quotidianamente acquistano mezzi dalle società di noleggio, che a loro volta li mettono in circolazione sul territorio. A queste si aggiungono altre 35.000 unità che provengono da società di noleggio che ci affidano la loro gestione.

Solo grazie alla piattaforma siamo riusciti a comprendere come il non corretto utilizzo dei veicoli plug-in stesse facendo male all’ambiente. Molto di più di rispetto a come sarebbe stato se le aziende avessero continuato a comprare le auto a diesel. Il trend di mercato attuale si sta muovendo in quella direzione per portarsi a casa la riduzione di emissioni. Ma sono tutte finte.

Quello che emerge da questi dati, purtroppo, è che più che l’aspetto sostenibile, vince l’aspetto economico. E a causa di ciò, dell’implementazione dei parchi mezzi attraverso veicoli plug-in, non abbia portato ad altro che ad un aumento sostanziale del prezzo del carburante. Purtroppo, afferma sempre Simone, il trend considera sempre più l’economia di una determinata scelta, riducendo l’attenzione alla qualità dell’aria come ad una “spilletta da mettersi addosso”. C’è chi la vuole senza compiere sforzi e chi non la vuole affatto.

Ciò che comunque ne emerge è che entro il 2030 la mobilità sarà fondamentalmente elettrica. Perché è un obiettivo che si sono dati tutti.

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Crediti:  Ernest Ojeh | Unsplash

L’esperienza e le sfide affrontate da Green Mobility Platform

GMP è frutto dell’ambizione e della determinazione di un gruppo di persone con grandi sogni. È proprio questa mentalità che ha portato l’azienda al successo che gode oggi.

Come ci racconta Michele:

GMP si pone come uno strumento che serve per monitorare, stimolare, governare e accompagnare. La sua completezza, ovviamente in termini di gestione della mobilità, in questo momento, permette anche a noi di poter affrontare il mercato e vedere un grandissimo interesse. La cosa che in questo momento ci spinge a pensare positivo per il futuro è stimolare quanto più possibile il “fare verso il green deal europeo”. E noi, con la nostra professione, abbiamo cercato di mettere in campo quello che abbiamo fatto negli anni per arrivare a governare questo fenomeno.

La sfida più grande è catturare sempre di più l’attenzione del mercato e far capire che i risultati si raggiungono solo con una visione chiara dei dati e degli obiettivi. È importante ricordare che iniziative come questa possono anche contribuire a realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo.

Progetti e Obiettivi Futuri

“Noi vogliamo cercare di non viaggiare da soli.”

Quello che vuole fare GMP, infatti, è creare di creare i presupposti per collaborazioni e sinergie con soggetti che hanno il medesimo obiettivo: ridurre le emissioni di CO2.

È più di un anno che stiamo facendo ì tavoli con istituzioni, ministeri, operatori del settore e GSE. C’è grande attenzione sui temi che stiamo rappresentando.

GMP aiuta anche le aziende con incentivi alle aziende che effettivamente riducono le proprie emissioni di CO2. Per fare questo, ovviamente si avvale della propria piattaforma, monitorando i risultati e premiando coloro che si impegnano veramente a perseguire gli obiettivi del Green Deal europeo. Certificando questo impegno, GMP mette in evidenza come esempio virtuoso coloro che ottengono risultati positivi, motivando altre aziende a seguirne l’esempio.

Nei tavoli che stiamo portando avanti c’è anche un discorso fondamentale, sulle istituzioni. Le quali devono iniziare a riconoscere il miglioramento dell’utilizzo dell’auto rispetto a un periodo precedente osservato, osservabile e certificabile.

Una Riflessione sul Futuro che ci Aspetta

Beh, il messaggio che vogliamo lasciare è quello di credere in un cambiamento generale, da parte di ognuno di noi.

Lo sappiamo, da soli non produciamo chissà quale cambiamento. Ma il nostro singolo sforzo, se unito a quello di tutta la comunità, può portare a risultati incredibili, è necessario ragionare coerentemente con le proprie abitudini per migliorare noi stessi e il nostro impatto sul mondo.

Volevo concludere soltanto dicendo una cosa. Qui non si tratta di fare cultura oppure di avere la cultura dell’essere ‘green’. Qui si tratta soltanto di avere sensibilità a coltivare il ‘green’, che è completamente un’altra cosa. Cioè sviluppare quella sensibilità che serve per poter fare le cose nella maniera dovuta e corretta rispetto a quella che è una chiara visione del fare.

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