Indice
Negli ultimi anni il fotovoltaico in Italia è passato da “tecnologia del futuro” a pilastro reale del nostro sistema energetico. Con oltre 2 milioni di impianti attivi, il solare è oggi la prima fonte rinnovabile del Paese. Ma cosa significa davvero questo boom? Perché sta accadendo adesso? E, soprattutto: quali opportunità apre per famiglie e imprese?
Che cos’è l’energia solare e perché oggi è così centrale
L’energia solare è l’energia che arriva dal sole sotto forma di radiazione luminosa e termica. Ogni giorno il sole invia sulla Terra una quantità di energia enorme, ma la cosa che conta è quanto siamo capaci di intercettarla e trasformarla in modo efficiente.
Negli ultimi decenni, proprio grazie al progresso tecnologico, siamo diventati sempre più bravi a farlo. Oggi l’energia solare rappresenta una delle fonti rinnovabili più accessibili e diffuse. In pratica, dal sole possiamo ottenere energia elettrica attraverso due tecnologie principali:
- Energia fotovoltaica (FV): è quella più diffusa, i pannelli trasformano la luce del sole direttamente in elettricità grazie all’effetto fotovoltaico. È la tecnologia che troviamo su tetti, parcheggi, capannoni industriali e grandi impianti a terra.
- Solare termodinamico: meno conosciuto, ma in forte sviluppo. Utilizza specchi che concentrano la luce su un punto, riscaldando dei sali fusi fino a 400–600°C. L’energia termica viene poi trasformata in elettricità. Le prime sperimentazioni italiane stanno nascendo soprattutto nel Sud, con la Sicilia come regione apripista.
Perché oggi il solare sta esplodendo?
La crescita del fotovoltaico non è frutto del caso né di una moda passeggera. È il risultato di un percorso iniziato più di quindici anni fa, quando l’Europa ha introdotto le cosiddette feed-in tariff, che garantivano ai produttori di energia solare un prezzo fisso e incentivante per ogni chilowattora immesso in rete. Un passaggio fondamentale, perché ha reso conveniente investire nel solare.

Anche in Italia ci sono stati diversi strumenti di sostegno, dal Conto Energia fino al Superbonus, che ha dato una spinta decisiva soprattutto al fotovoltaico residenziale. Ma il vero punto di svolta è arrivato con il progresso tecnologico: negli ultimi dieci anni il costo degli impianti fotovoltaici è crollato, arrivando a ridursi fino all’80%. Oggi installare un impianto non è solo una scelta sostenibile, ma anche una decisione economicamente vantaggiosa.
A rafforzare ulteriormente questo scenario c’è la strategia europea. Con il piano RepowerEU, l’Unione ha messo nero su bianco l’obiettivo di investire decine di miliardi di euro nel solare entro il 2027, puntando a raggiungere 600 gigawatt di capacità installata entro il 2030. Un segnale chiaro: il fotovoltaico non è più una tecnologia di supporto, ma uno degli assi portanti del futuro energetico europeo.
Quanta energia solare produce l’Italia?
Il fotovoltaico in Italia ha ormai superato la fase sperimentale ed è entrato stabilmente nel mix energetico nazionale. A giugno 2025 la potenza installata ha raggiunto quasi 39,9 GW, una soglia simbolica che conferma una crescita continua e strutturale. Parallelamente, il numero di impianti connessi alla rete ha superato i 2 milioni, segno che il solare non riguarda più solo i grandi impianti, ma soprattutto abitazioni, attività commerciali e piccole imprese.

La spinta maggiore arriva proprio dal fotovoltaico diffuso. Se nel 2020 le nuove connessioni residenziali si fermavano in media a 22 MW al mese, nel 2024 si è arrivati a 140 MW mensili.
In sintesi, oggi il fotovoltaico italiano si basa su tre elementi chiave:
- una potenza installata elevata e in costante aumento,
- una diffusione capillare degli impianti, soprattutto su tetti e superfici già esistenti,
- una domanda solida, che continua a crescere anche in assenza di misure eccezionali.
I numeri del fotovoltaico in Italia nel 2025
Per capire davvero quanto il fotovoltaico stia incidendo sul sistema energetico italiano, basta guardare ai dati del 2025. Quest’anno, il solare non solo ha continuato a crescere, ma ha anche raggiunto risultati che fino a pochi anni fa sembravano difficili da immaginare.
Nei primi sei mesi del 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 42% della domanda elettrica nazionale, un dato in lieve calo rispetto al 2024 ma che nasconde una dinamica importante: il fotovoltaico ha toccato un nuovo massimo storico, superando i 22 TWh di produzione, per la prima volta oltre il contributo dell’idroelettrico nello stesso periodo.

Guardando all’intero arco gennaio–settembre 2025, la tendenza è ancora più chiara. Secondo il report di Terna, il fotovoltaico è l’unica fonte rinnovabile in forte crescita, con un incremento del +30,7% rispetto al 2024, arrivando a coprire il 37,1% di tutta la produzione elettrica da fonti rinnovabili. In pratica, oltre un terzo dell’energia verde prodotta in Italia oggi arriva dal sole.
Il record di giugno 2025
Giugno 2025 rappresenta uno spartiacque per il sistema energetico italiano. In questo mese il rinnovabile ha raggiunto il 48,5% della produzione elettrica nazionale, del quale il 42% è costituito dal contributo del solare, che ha superato persino l’idroelettrico. Infatti, il contributo del fotovoltaico è cresciuto del 23% rispetto al 2024.
Nello stesso periodo, la produzione solare ha superato sia il gas che il carbone, diventando la prima fonte di elettricità dell’Unione europea, con una quota complessiva del 22,1%.
Qual è la principale fonte di energia in Italia?
Se si considera l’intero mix energetico, includendo anche le fonti fossili, il gas naturale resta ancora la prima fonte complessiva in Italia. Continua a svolgere un ruolo centrale nel termoelettrico e nella stabilizzazione del sistema, soprattutto nei momenti di bassa produzione rinnovabile.
Il quadro cambia però se si restringe lo sguardo alle sole fonti rinnovabili. Nel 2025 il fotovoltaico è diventato:
- la prima fonte rinnovabile italiana per produzione,
- la tecnologia energetica che cresce più rapidamente nel Paese.
Dove sta crescendo di più: le regioni italiane
La crescita del fotovoltaico in Italia non è uniforme. Ci sono territori che stanno correndo veloce e altri che procedono più lentamente, spesso non per mancanza di sole, ma per una combinazione di fattori normativi, infrastrutturali e amministrativi.
Chi guida la corsa al fotovoltaico?
Nel 2025 la leadership in termini di numero di installazioni spetta alle regioni del Nord e ad alcune grandi regioni del Centro-Sud.
- Lombardia: 324.000 impianti
- Veneto: oltre 272.000 impianti
- Emilia-Romagna: oltre 196.000 impianti
- Lazio: oltre 139.000 impianti
- Sicilia: oltre 134.000 impianti
- Piemonte: oltre 133.000 impianti
Tuttavia, il numero di impianti non coincide automaticamente con la quantità di energia prodotta. Le regioni del Centro-Sud, grazie a una maggiore irradiazione solare, riescono a generare più energia per abitante anche con un numero inferiore di installazioni.
Il rallentamento di alcune regioni non è legato alla mancanza di potenziale solare, ma piuttosto a una serie di ostacoli strutturali. In molti casi pesano iter autorizzativi lunghi e complessi, oppure vincoli paesaggistici e ambientali che rendono più difficile individuare aree idonee. A questo si aggiungono le criticità nella rete elettrica, che in alcune zone non è ancora pronta ad accogliere nuova potenza rinnovabile senza interventi di potenziamento.
Cosa serve per continuare a crescere
Il fotovoltaico sta correndo, ma per mantenere questa traiettoria servono alcune mosse strategiche:
- Potenziare la rete elettrica: serve una rete più flessibile, capace di gestire picchi di produzione e di distribuire l’energia in modo efficiente lungo tutta la penisola.
- Semplificare gli iter autorizzativi: il tempo medio per l’approvazione di un impianto utility-scale è ancora troppo lungo: semplificare la burocrazia significa accelerare investimenti e creare competitività.
- Comunità energetiche rinnovabili: le CER possono ridurre costi, aumentare l’autoconsumo e rendere l’energia pulita accessibile a tutti.
- Sistemi di accumulo: lo storage (domestico, commerciale o di rete) è la chiave per stabilizzare la produzione solare e ridurre la dipendenza dalla variabilità meteo.

Le opportunità del fotovoltaico
Il fotovoltaico oggi rappresenta una delle opportunità più concrete della transizione energetica, sia per i cittadini sia per le imprese. Per le famiglie significa soprattutto ridurre la bolletta elettrica, aumentare l’autonomia energetica e proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia, sempre più frequenti negli ultimi anni.

Per le imprese, il fotovoltaico è diventato uno strumento strategico: consente di abbattere i costi energetici, rendere più prevedibili le spese e migliorare la competitività, soprattutto nei settori energivori. Allo stesso tempo, investire nel solare rafforza il profilo di sostenibilità aziendale, risponde alle richieste di clienti e filiere sempre più attente all’impatto ambientale e supporta il percorso verso gli obiettivi ESG.
Il 2025 è l’anno in cui il fotovoltaico italiano ha dimostrato di non essere più una tecnologia di nicchia, né un fenomeno “da bonus”. È diventato una colonna portante del sistema energetico nazionale, con numeri da record e un potenziale che può rivoluzionare il nostro modo di produrre e consumare energia.
Per famiglie e imprese significa una cosa semplice: energia più pulita, più economica e più sicura.
FAQ – Domande frequenti sul fotovoltaico in Italia
Qual è la situazione del fotovoltaico in Italia nel 2025?
Nel 2025 il fotovoltaico in Italia vive una fase di piena maturità. Il Paese ha superato i 2 milioni di impianti fotovoltaici installati e si avvicina ai 40 GW di potenza complessiva, con una crescita che continua anche senza incentivi straordinari. Il solare è oggi la prima fonte rinnovabile per produzione elettrica.
Conviene installare il fotovoltaico nel 2025?
Sì, nel 2025 il fotovoltaico conviene sia alle famiglie sia alle imprese. Il costo degli impianti è diminuito drasticamente negli ultimi anni, mentre i benefici economici sono aumentati grazie all’autoconsumo, ai sistemi di accumulo e alla possibilità di ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia.
Qual è la principale fonte di energia in Italia oggi?
Considerando l’intero mix energetico, il gas naturale resta la principale fonte di energia in Italia. Tuttavia, se si guarda solo alle fonti rinnovabili, nel 2025 il fotovoltaico è diventato la prima fonte per produzione elettrica, superando l’idroelettrico.
Chi produce più energia solare in Europa?
In Europa i principali produttori di energia solare sono Germania, Spagna e Italia, seguiti da Paesi come i Paesi Bassi e la Grecia. Nel 2025, a livello europeo, il fotovoltaico è diventato la prima fonte di elettricità dell’Unione, superando gas e carbone per produzione.
Quali incentivi ci sono per il fotovoltaico nel 2025 e 2026?
Nel 2025 e 2026 il fotovoltaico può contare su diversi incentivi, per privati e imprese. Per le famiglie resta il Bonus Casa, con detrazione del 50% per l’abitazione principale su una spesa massima di 96.000 euro, valida anche per sistemi di accumulo. Si aggiunge l’IVA agevolata al 10% per l’acquisto e l’installazione degli impianti residenziali.
Per le imprese è disponibile il Super/Iper Ammortamento 2026, con una maggiorazione fino al 220% sugli investimenti in impianti fotovoltaici e batterie. Restano inoltre attivi gli incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che premiano l’autoconsumo collettivo con tariffe dedicate.

