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Ti è mai capitato di comprare lo stesso prodotto di sempre e pensare: ma com’è possibile che sia già finito? A volte non è solo una sensazione. Può essere shrinkflation (o sgrammatura): la confezione resta molto simile, ma la quantità dentro cambia.
E qui entra in gioco un pezzo che spesso si ignora: se per ottenere la stessa quantità totale finisci per comprare più unità, può aumentare anche il numero di imballaggi. Non sempre e non per ogni prodotto, ma il collegamento con il tema rifiuti e risorse è reale e vale la pena capirlo, soprattutto se ti interessa fare una spesa più consapevole.
La shrinkflation è quando un prodotto contiene meno quantità (peso o volume) rispetto a prima, mentre confezione e posizionamento restano simili. Per riconoscerla, guarda quantità netta in etichetta e confronta il prezzo al kg/l a scaffale. Può incidere anche sull’ambiente se porta a comprare più confezioni e quindi più packaging.
Cos’è la shrinkflation
Con shrinkflation si intende la riduzione del contenuto di un prodotto (grammi, millilitri, porzioni) mantenendo una confezione simile e, spesso, una percezione di “stesso formato”. In Italia la sentirai chiamare anche sgrammatura o riporzionamento.
Non è un “trucco magico”: è una strategia di mercato che può dipendere da tanti fattori (costi, logistica, scelta di non cambiare il formato esterno, posizionamento). Il punto, per chi compra, è che la variazione non è sempre immediata da notare, soprattutto se andiamo di abitudine.
Perché succede e non ce ne accorgiamo
Nella pratica, la shrinkflation funziona perché noi confrontiamo spesso “a colpo d’occhio”:
- una confezione con un’altra confezione
- un brand con lo stesso brand
E lo facciamo velocemente, tra corsie, lista della spesa, bambini, tempo che manca. Se la confezione è molto simile, è facile non guardare il dato che conta davvero: la quantità netta.
Per le aziende, intervenire sul contenuto può essere una leva per ripensare formati e margini senza cambiare troppo la comunicazione a scaffale. Per i consumatori, il rischio è accorgersene solo dopo: quando il prodotto dura meno o quando ricompri più spesso.
Shrinkflation e impatto ambientale: perché è importante
Il packaging è ovviamente fondamentale per la vendita di un prodotto: lo protegge, lo conserva e serve a presentarlo. Ma non possiamo negare che abbia un grande impatto ambientale, sia per la produzione che per lo smaltimento.

E la sgrammatura cosa c’entra? Se la riduzione del contenuto ti porta a comprare più unità, il numero di confezioni in circolazione aumenta e, quindi, anche i rifiuti da gestire.
Questo ragionamento si collega a un principio molto chiaro della politica europea sugli imballaggi: l’obiettivo è prevenire e ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, e tra le priorità c’è la prevenzione (meno rifiuti prima ancora di riciclare).
Il potere d’acquisto cambia e la spesa diventa più difficile
Quando la quantità si riduce, spesso te ne accorgi perché lo stesso prodotto dura meno e sei costretto a ricomprarlo prima. Anche senza parlare di prezzi, l’effetto pratico è chiaro: a parità di abitudini, il carrello diventa più “stretto” e fare scelte sostenibili può sembrare un lusso. Se devi fare attenzione a ogni acquisto, è più facile puntare sulla soluzione più immediata e rinunciare a alternative che magari durano di più, hanno meno imballaggio o sono più coerenti con i tuoi valori. In questo senso la shrinkflation non impatta solo il portafoglio: può rendere più faticoso mantenere una spesa davvero consapevole, soprattutto per chi già parte con un budget limitato.
Packaging sostenibile e shrinkflation: non è sempre bianco o nero
Attenzione però a una cosa: ridurre la quantità non significa automaticamente aumentare l’impatto. Dipende da:
- come cambia la confezione (materiale, peso, riciclabilità)
- come cambia il comportamento d’acquisto (compri davvero più unità?)
- se la riduzione porta a meno spreco alimentare (es. porzioni più adatte a chi vive da solo)
Come riconoscere la shrinkflation sulle confezioni
- Guarda la quantità netta (sempre)
È il dato più semplice e più utile. Non fidarti solo del “formato visivo”. Le confezioni possono essere riprogettate (spessori, fondi, spazi vuoti) senza che tu lo percepisca subito. - Usa il prezzo al kg o al litro
Sullo scaffale (e spesso anche online) trovi l’indicazione €/kg o €/l. È lo strumento più rapido per confrontare formati diversi senza farti ingannare dal prezzo “a confezione”.
Errori comuni:- confrontare confezioni simili ma con grammi diversi
- confrontare promo diverse senza guardare €/kg/l
- comprare “il solito” in automatico
- Occhio ai “nuovi formati”
Frasi tipo “nuova confezione”, “nuova ricetta”, “formato rinnovato” non significano per forza shrinkflation, ma meritano un check veloce sul peso/volume.
La shrinkflation è legale in Italia? Cosa sapere sulla tutela dei consumatori
Ridurre la quantità di un prodotto non è automaticamente illegale. Il tema principale per non cadere nell’inganno è la trasparenza.
A livello europeo esiste una disciplina sulle pratiche commerciali sleali verso i consumatori, che copre anche comunicazioni ingannevoli.
In Italia, l’Autorità di riferimento per la tutela del consumatore su pratiche scorrette è l’AGCM (Antitrust), con poteri di intervento e sanzione nei casi previsti.
La norma sul “riporzionamento” (art. 15-bis Codice del Consumo)
Negli ultimi anni si è parlato molto di una norma specifica collegata alla shrinkflation (art. 15-bis), che introduce obblighi informativi in caso di riduzione del contenuto a parità di confezione.
Secondo quanto riportato da associazioni dei consumatori, l’entrata in vigore è stata oggetto di rinvii, con uno slittamento indicato fino a luglio 2026.
Cosa puoi fare per evitare la shrinkflation
Ecco delle piccole abitudini semplici che funzionano davvero:
- Scegli con €/kg o €/l quando confronti prodotti simili. È il tuo “filtro anti-illusione”.
- Confronta la quantità netta dei prodotti che compri spesso (ti basta farlo una volta ogni tanto).
- Compra formati adatti a te, non “a caso”: il formato più sostenibile è quello che non ti fa buttare via prodotto.
- Se puoi, valuta alternative con meno imballaggio per uso (ricariche/refill dove disponibili e sensate).
- Se una comunicazione ti sembra confusa, fai una cosa molto semplice: leggi l’etichetta e, se vuoi, chiedi chiarimenti al servizio clienti o segnala alle associazioni consumatori con toni civili e dati alla mano.
Cosa possono fare le aziende: meno confusione, più fiducia
Per le aziende (soprattutto industriali), shrinkflation e packaging toccano un tema enorme: la fiducia.
Se il cliente finale si sente “ingannato”, è probabile che la prossima volta che devono scegliere un prodotto, ne sceglieranno uno diverso!
Ma come possono le aziende evitare colpi alla reputazione?
- Trasparenza immediata: se cambia la quantità, renderlo chiaro in modo leggibile (senza nasconderlo in micro-testo).
- Coerenza tra formato e comunicazione: evitare confezioni “furbette” che sembrano grandi ma contengono meno.
- Design packaging orientato alla prevenzione rifiuti: ottimizzare materiali, ridurre il superfluo, favorire recupero/riciclo. È coerente con i principi UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
- Ascolto e feedback: se i clienti notano un cambio, rispondere in modo chiaro (e non difensivo) spesso vale più di mille claim.
In un periodo in cui far quadrare la spesa è già complicato, la shrinkflation aggiunge un livello di confusione che pesa anche sulle scelte sostenibili. Per questo vale la pena spostare l’attenzione dal “formato” alla sostanza: quantità netta, prezzo al kg/l e imballaggio reale. Non per diventare iper-sospettosi, ma per riprendere un po’ di controllo sul carrello. E quando la trasparenza aumenta, ci guadagnano tutti: chi compra, chi produce e anche l’ambiente.
FAQ
Cos’è la shrinkflation?
È la riduzione della quantità di un prodotto (peso/volume) con confezione simile, che rende meno evidente il cambiamento.
Come riconosco la shrinkflation in pochi secondi?
Guarda la quantità netta e confronta il prezzo al kg/l. Sono le due info più affidabili.
Quali prodotti sono più colpiti nei supermercati italiani?
Di solito quelli acquistati spesso e in formati standard (alimentari e cura casa/persona). Non esiste una lista fissa: cambia nel tempo e tra punti vendita.
La shrinkflation è legale?
Ridurre la quantità non è automaticamente illegale, ma conta la trasparenza: comunicazioni ingannevoli possono rientrare nella tutela contro pratiche scorrette.
Che c’entra il packaging con la shrinkflation?
Se la riduzione porta a comprare più unità per la stessa quantità totale, può aumentare il numero di confezioni e quindi l’impatto legato agli imballaggi, tema centrale nelle politiche UE.