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Corsi di intelligenza artificiale nelle scuole: il progetto di Scuola Tech

Perché la formazione è prima di tutto una questione di equità: la missione di ScuolaTech

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Il Ministero dell’Istruzione investe 100 milioni di euro sul corsi di intelligenza artificiale nelle scuole. Non si tratta solo di imparare a utilizzare nuovi strumenti, ma di fare in modo che docenti, studenti e personale scolastico possano comprenderli, usarli in modo critico e non restare indietro.

L’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 parla di istruzione di qualità, equa e inclusiva. Oggi, questo significa anche preparare la scuola a un cambiamento che è già iniziato: quello portato dall’intelligenza artificiale.

Obiettivo 4 Agenda 2030: cosa c’entra l’AI con l’istruzione di qualità

Il quarto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite chiede di garantire un’istruzione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.

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Sembra un principio semplice; realizzarlo, però, richiede più di buone intenzioni: servono strumenti, metodi e la capacità di portarli dove servono davvero. Perché oggi la qualità dell’istruzione non passa solo dai programmi scolastici, ma anche dalla capacità della scuola di stare al passo con i cambiamenti della società.

E l’intelligenza artificiale è uno di questi cambiamenti.

Perché la formazione sull’intelligenza artificiale è prima di tutto una questione di equità

L’AI è già entrata nelle nostre scuole, utilizzata soprattutto dai ragazzi che la usano sia per questioni accademiche che personali. Ma dobbiamo porci una domanda importante: la scuola è pronta a guidarne un uso consapevole?

È su questo terreno che ScuolaTech, progetto di formazione scolastica sull’AI fondato da Antonio Pisante, ha costruito la propria ragion d’essere. L’idea nasce da un’osservazione precisa: l’intelligenza artificiale ha reso accessibili strumenti avanzati a chiunque sappia fare una domanda in linguaggio naturale.

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Questo è uno dei suoi aspetti più potenti, perché abbassa la soglia di accesso alla tecnologia, come spiega lo stesso Pisante: “L’intelligenza artificiale ha democratizzato l’accesso a strumenti altamente tecnologici, grazie alla sua semplicità d’uso”. “Per questo è fondamentale puntare sulla formazione: bisogna capire come funzionano queste nuove tecnologie, quali errori si possono commettere e come vengono utilizzati i dati.” (Intervista fondazione Leonardo).

La democratizzazione degli strumenti, infatti, non produce automaticamente democratizzazione delle competenze. Senza formazione, la stessa tecnologia che potrebbe ridurre i divari rischia di ampliarli: chi sa usarla avanza, chi non sa usarla resta indietro. Vale per gli studenti, ma anche per i docenti e per tutto il personale scolastico.

In questo senso, la formazione sull’AI è prima di tutto una questione di equità. L’SDG 4 non riguarda solo l’accesso all’istruzione, ma la sua qualità. E nel 2026, la qualità passa anche dalla capacità dei docenti di comprendere e utilizzare gli strumenti del proprio tempo.

ScuolaTech: formazione AI per docenti, studenti e personale scolastico

Questo è il vuoto che ScuolaTech ha deciso di colmare fin dalla sua nascita, nel 2023. I corsi di intelligenza artificiale sono rivolti a docenti, personale ATA e studenti delle scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado, con un approccio che mette al centro non la tecnologia in sé, ma la capacità critica di usarla.

“Bisogna capire come funzionano queste nuove tecnologie, quali errori si possono commettere e come vengono utilizzati i dati”, ribadisce Pisante. Prima di insegnare a usare un chatbot, occorre insegnare a ragionarci sopra.

Insegnanti al passo con i tempi

Un insegnante deve saper guidare gli studenti nell’uso consapevole di tecnologie che già utilizzano quotidianamente, riconoscere quando un compito è stato prodotto da un chatbot e sfruttare le possibilità di personalizzazione didattica, ad esempio per studenti con bisogni educativi speciali (BES). In altre parole, deve essere all’altezza di un contesto che sta cambiando rapidamente.

Per i docenti, quindi, l’intelligenza artificiale può diventare un supporto concreto con diversi vantaggi:

  • automatizzazione della preparazione dei materiali didattici;
  • creazione di esercizi e verifiche;
  • supporto nella correzione;
  • adattamento dei contenuti per studenti con BES;
  • gestione della comunicazione con famiglie e colleghi.

Perché anche gli studenti devono essere formati

Con gli studenti, il tema è ancora più delicato. Circa il 90% di loro utilizza già ChatGPT: diventa quindi centrale lavorare sui limiti (le cosiddette “allucinazioni”, gli errori, i contesti in cui è meglio non usare l’AI) per costruire una competenza consapevole, non solo efficiente.

La formazione non dovrebbe limitarsi a dire “si può usare” o “non si può usare”. Serve un approccio più maturo, che aiuti ragazze e ragazzi a capire:

  • quando l’AI può essere utile;
  • perché può generare errori o informazioni false;
  • cosa sono le cosiddette “allucinazioni”;
  • perché privacy, dati e fonti vanno trattati con attenzione;
  • come usare questi strumenti senza sostituire il pensiero critico.

È qui che si concretizza l’idea di apprendimento continuo e cittadinanza globale richiamata dall’SDG 4: non uso acritico degli strumenti, ma capacità di orientarsi tra di essi.

Il ruolo dei docenti: guidare, non inseguire il cambiamento

I docenti hanno un ruolo centrale nel rendere l’AI un’occasione educativa, e anche le resistenze iniziali fanno parte del processo. “Quando iniziano i corsi, si apre subito un dibattito tra i docenti: la maggioranza ne riconosce il valore, mentre una minoranza esprime dubbi”, racconta Pisante. La risposta non è convincere, ma mostrare: di fronte alle applicazioni concrete, anche i più scettici tendono a ricredersi.

Un progetto diffuso in tutta Italia

Uno degli aspetti più rilevanti di ScuolaTech è la diffusione territoriale che riflette l’inclusività, centrale nell’SDG 4. In poco più di due anni, ScuolaTech ha formato oltre 20.000 persone in più di 500 organizzazioni, erogando 8.500 ore di formazione in 450 istituti distribuiti in ogni regione d’Italia, con una valutazione media di 4,8 su 5.

Sono numeri importanti perché raccontano una cosa semplice: la formazione sull’AI non è un tema di nicchia, ma una necessità trasversale.

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Crediti: AndersonPiza

A sostenere questa presenza c’è la rete AIFIA (Associazione Italiana Formatori di Intelligenza Artificiale), nata nel 2025 e riconosciuta come ente professionale ai sensi della Legge 4/2013, di cui Pisante è tra i soci fondatori. ScuolaTech ne è partner ufficiale ed esclusivo per il settore scolastico, con oltre 190 formatori certificati attivi su tutto il territorio nazionale.

Questa distribuzione è importante anche rispetto al Mezzogiorno (in cui AIFIA garantisce una presenza significativa), area che riceve il 40% delle risorse del bando ministeriale da 100 milioni di euro attualmente attivo.

Un decreto per promuovere il progetto

Con l’avviso pubblico prot. n. 73226, in attuazione del Decreto Ministeriale n. 219 del 2025, il Ministero dell’Istruzione ha destinato 100 milioni di euro alla formazione del personale scolastico sull’intelligenza artificiale. Le scuole possono candidarsi come snodi formativi territoriali e, una volta ottenuti i fondi, utilizzarli per formare docenti, personale ATA e studenti, senza costi diretti per l’istituto.

Questo bando rappresenta un investimento sistemico sulla qualità dell’istruzione e riconosce nella formazione sull’AI una condizione necessaria per non lasciare indietro né docenti né studenti.

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Crediti: kegfire

Per ScuolaTech è anche la conferma di una direzione intrapresa in anticipo: il catalogo (10 percorsi formativi e 6 laboratori in presenza) è stato costruito direttamente sui requisiti del DM 219, con un supporto operativo che copre l’intero processo, dalla progettazione al rilascio degli attestati.

Perché questa formazione riguarda il futuro della scuola

L’allineamento con una priorità pubblica di questa portata non è casuale. Nasce dall’aver intercettato fin dall’inizio un problema reale: il divario tra la velocità con cui l’AI evolve e la lentezza con cui le istituzioni formative si adattano. Un divario che non è solo tecnologico, ma anche educativo e sociale e che, se non colmato, rischia di produrre proprio quelle forme di esclusione che l’SDG 4 mira a prevenire.

Nel 2024, Pisante sintetizzava così la traiettoria futura: “L’AI entrerà stabilmente non solo nella vita professionale, ma anche in quella personale di ciascuno di noi.” La scommessa di ScuolaTech è quindi educativa prima ancora che tecnologica: contribuire a costruire un sistema scolastico capace di formare insegnanti critici e studenti consapevoli, in grado di muoversi in una società e in un mercato del lavoro che stanno cambiando rapidamente.

Non si tratta solo di portare più tecnologia in classe, ma di rendere l’istruzione migliore, più equa e democratica, Oggi, con un investimento pubblico che ne conferma la rilevanza, quella che era una scommessa può diventare una direzione strutturale.

FAQ

Dove posso trovare un corso di intelligenza artificiale per la scuola?
Puoi cercare percorsi dedicati a docenti, studenti e personale ATA attraverso enti specializzati nella formazione scolastica sull’AI, come ScuolaTech. I corsi possono essere attivati dalle scuole anche tramite i fondi previsti dal bando DM 219/2025

Dove posso trovare formazione gratuita in AI?
Esistono risorse gratuite online, ma per le scuole statali i corsi AI possono essere coperti anche dai fondi PNRR legati al DM 219/2025. In questo caso, la formazione è finanziata dal contributo ministeriale, se la scuola rispetta i requisiti del bando.

Quali scuole possono partecipare ai corsi di ScuolaTech?
I percorsi ScuolaTech sono pensati per scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado, con attività rivolte a docenti, studenti e personale ATA. Per accedere ai fondi del DM 219/2025, però, la scuola deve rispettare i requisiti previsti dal bando.

I corsi di formazione AI sono davvero gratuiti?
Per le scuole statali che aderiscono al bando DM 219/2025, i costi possono essere coperti dai fondi PNRR, fino a 50.000 euro per istituto. La gratuità dipende quindi dall’accesso al finanziamento e dal rispetto delle condizioni previste dal bando.

Quanti partecipanti servono per attivare il corso?
Per attivare i percorsi formativi servono almeno 10 partecipanti per edizione. Per i laboratori sul campo, invece, sono richieste almeno 5 unità di personale scolastico per edizione. Gli studenti possono partecipare ai laboratori, ma gli attestati vengono rilasciati ai docenti.

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