martedì , 28 Maggio 2024
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Finanza sostenibile: come può aiutare a creare un mondo più green

Informati per un Futuro Verde! Scopri come la Finanza può guidare un cambiamento significativo nel mondo.

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Crediti: micheile henderson | Unsplash

Oggigiorno viviamo in una società composta da tanti settori. Alcuni molto ampi, le cui conoscenze sono chiare a tutti. Altri invece più di nicchia che, al pari di un micro-cosmo, richiedono nozioni specifiche per poter essere compresi. La Finanza è uno di questi. Un mondo che, per quanto impatti significativamente sulla nostra stessa quotidianità, interessa a pochi ed è compresa da ancora meno persone.

Noi di Easy4green siamo qui per condividere con voi una nuova tendenza nell’ambito della sostenibilità che coinvolge da vicino il settore finanziario. Si tratta di un incontro tra il potere economico e l’impegno per la salvaguardia del nostro pianeta e per garantire un futuro migliore alle generazioni future

Oggi vi parliamo della Finanza Sostenibile, ovvero come investire il proprio denaro in modo etico e sostenibile, per trasformare il panorama economico e farlo virare verso un percorso più green e consapevole verso le persone e l’ambiente. Ma anche come rendere i propri risparmi il motore per un cambiamento positivo. Per plasmare un futuro più verde.

Cos’è la Finanza Sostenibile?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima fare un piccolo passo indietro e chiederci, in primis, che cosa fa la Finanza. Il ruolo del settore finanziario consiste nello spostare capitali da soggetti che generano risparmio (come ad esempio i nuclei familiari) verso altri che invece necessitano di soldi da investire o spendere oltre le proprie disponibilità (quali la Pubblica Amministrazione e le imprese). La decisione di questi movimenti, però, viene presa dai singoli investitori o da intermediari preposti. Ed è su questa scelta che nasce il tema di oggi.

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Con “Finanza Sostenibile”, infatti, intendiamo un nuovo modo di allocare i capitali verso finanziamenti sostenibili, con un impatto positivo per la società ma soprattutto per l’ambiente. Significa avere un occhio di riguardo allo sviluppo sostenibile anche quando andiamo a investire i nostri soldi nelle aziende presenti sul mercato azionario. Per avere indietro non solo un’entrata puramente economica, qualora l’investimento dia buoni frutti, ma delle garanzie di sostenibilità, come ad esempio la certezza che il proprio denaro serva a far partire un nuovo progetto a sostegno dell’ambiente.

È proprio qui che nasce anche il discorso di Pierluigi Sassi di Earth Day Italia, quando parla di investire sulle start-up dei ragazzi più giovani, già votate ad una visione sostenibile del proprio lavoro. Ma come capire se le aziende, i brand o le persone su cui stiamo investendo siano effettivamente interessate alla sostenibilità e non stiamo portando avanti un mero greenwashing?

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Conosciamo i Fattori ESG

Per fortuna il settore della Finanza non lascia mai niente al caso né all’istinto dei propri investitori. Ogni azienda è passata sotto una lente di ingrandimento, venendo sezionata secondo diversi criteri e valutata in base ai propri punti di forza. Tra di essi spiccano anche i Fattori ESG, punti chiave indicativi della sostenibilità alle aziende. Quando i valori di un brand sono molto alti significa che l’impresa in questione è coerente con i principi del Global Compact dell’ONU, con i punti dell’Agenda 2030 e con l’Accordo di Parigi pensato per contrastare il cambiamento climatico.

Come intuibile, ESG è un acronimo e sta ad indicare i tre macro-punti di interesse selezionati per il tema della sostenibilità: dall’inglese “Environmental”, “Social” e “Governance”. Vediamoli insieme nello specifico.

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La “E” di “Environmental” rappresenta i fattori di tipo ambientale. Il punteggio viene attribuito tenendo conto delle politiche di un’impresa circa l’impegno che mostra su temi quali il cambiamento climatico e le azioni intraprese per riammodernare la propria produzione verso una politica di emissioni zero, a salvaguardia della biodiversità. Con una particolare attenzione anche verso le dinamiche legate all’Economia Circolare, alla deforestazione, alle energie rinnovabili e a tutte quelle pratiche che mirano a ridurre l’inquinamento, l’emissione di CO2 e gli sprechi di acqua e materie prime.

La “S” di “Social” indica i temi di tipo sociale, questioni riguardanti la disuguaglianza e l’inclusione in ambito lavorativo. Tutto ciò che ha a che fare con i diritti umani, soprattutto riguardanti le dinamiche all’interno della propria area professionale. Parliamo di formazione a tutti i livelli, pari opportunità e tutela delle diversità come punto di forza. 

Infine, la “G” di “Governance” racchiude tutte le questioni che hanno a che fare con il governo societario di istituzioni pubbliche e private. Sotto questo punto vengono valutate tutte le buone pratiche integrate nei processi decisionali di un brand, sia di carattere sociale che ambientale. Parliamo, ad esempio, di rispetto di leggi e deontologia, della composizione del consiglio di amministrazione e della remunerazione di dirigenti e impiegati.

Questi tre fattori sono tutti molto diversi tra di loro, ma creano un ottimo equilibrio di valutazione, andando a prendere in esame i punti fondamentali per stimare la sostenibilità di un’impresa. E presentare quindi dei profili societari agli investitori che decideranno quanto e se credere ai progetti del brand.

Strategie di Investimento Sostenibile

Ora che abbiamo visionato i criteri per comprendere se un’azienda è sostenibile oppure no, scopriamo insieme i diversi tipi di investimento esistenti. Vedremo alcune tra le pratiche più utilizzate che possono sia essere attuate in modo del tutto indipendente oppure essere integrate ad altre strategie conformemente agli obiettivi di mercato che ci si è posti prima di decidere di investire. Quelle prese in esame oggi sono state delineate da EUROSIF, il Forum Europeo per gli Investimenti Sostenibili e Responsabili.

  • Investimenti di Esclusione
    Partiamo dal punto più netto e negativo, ovvero la possibilità di non considerare alcune imprese a causa delle loro politiche poco etiche e sostenibili. Pertanto, escludendole dal proprio portafoglio ci si assicura che a questi brand non arrivi nemmeno un centesimo dei propri risparmi. Di solito parliamo di aziende che praticano esperimenti sugli animali o che trattano prodotti dannosi per la salute quali fumo e armi;

  • Investimenti Tematici
    Il principio non si discosta molto da quello del primo punto, ma ha un’ottima molto più positiva. Anziché basarsi su una semplice ricerca “sulla sostenibilità”, si va ad investire su un tema ancora più specifico. Come può essere, ad esempio, il settore delle energie rinnovabili;

  • Investimenti basati su Convenzioni Internazionali
    Come per la strategia precedente, si va a selezionare una nicchia di mercato. In questo caso specifico, però, si vanno a selezionare delle imprese che aderiscono alle convenzioni delle Nazioni Unite;

  • Investimenti di Integrazione delle Istanze ESG nell’Analisi Finanziaria
    che consiste nell’inclusione, sistematica ed esplicita, di aziende che risultano tra le più appetibili secondo le analisi tradizionali, ma con un’attenzione particolare ai fattori ESG per selezionare aziende che siano anche sostenibili;

  • Investimenti “Best in Class”
    ovvero prendere in considerazione solo le imprese che ottengono le migliori performance secondo i già conosciuti fattori ESG e investire unicamente nei loro progetti. Non si discosta molto dal punto precedente, ma in questo l’investitore sceglie solo le migliori per quanto riguarda il solo fattore sostenibilità, non dando importanza all’analisi tradizionale;

  • Impact Investing
    Per questa strategia si cercano aziende più interessate alle tematiche sociali che ambientali, ovvero che scelgano di generare un impatto positivo sui diritti umani dei dipendenti;

  • Investimenti Engagement
    anche conosciuti come “Investimenti basati su voto e azionariato attivo”, che privilegiano le aziende in cui gli azionisti possono e cercano di influenzare il comportamento del brand per quanto riguarda i fattori e le tematiche ESG. Questi diritti possono sia essere espressi tramite un dialogo diretto con le figure manageriali (soft engagement) oppure tramite un voto diretto nelle assemblee degli azionisti (hard engagement).
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Creare un mondo più sostenibile

Se dovessimo tirare le somme di questo articolo possiamo intravedere un piccolo filamento di speranza che viene trascinato nella corrente finanziaria della nostra società. Abbiamo visto come funziona, in breve, la finanza, e come i temi ambientali hanno cominciato a cambiare l’opinione pubblica e anche la tendenza a investire del capitale in aziende dalle politiche dalla dubbia etica.

Investire significa affidare i propri soldi e spesso anche tutti i nostri risparmi verso aziende, organizzazioni e uffici pubblici che li reinvestiranno in progetti per un proprio primo profitto. Perché possa esserci un cambiamento dobbiamo essere molto più selettivi di quanto non siamo stati in passato, andando minuziosamente alla ricerca di imprese, sia solide che appena nate, che possano rispecchiare al meglio la nostra visione di un mondo che vorremmo.

finanza sostenibile, investimento | easy4green

Investire significa scommettere sul cambiamento e dare i primi mezzi affinché si verifichi. Puntare sulle start-up votate alla sostenibilità, oppure alle aziende già forti che decidono di attuare un rebranding per modificare e rendere più green la propria produzione.

Una partecipazione attiva è senza dubbio il modo migliore per far sentire la propria voce, anche quando si pensa di non poter fare la differenza. Perché anche un viaggio di mille chilometri, come dice un proverbio del Sol Levante, parte sempre da un solo, piccolo passo. E quel passo potrebbe essere proprio il nostro.

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