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AISM Roma: chi è e perché lo sport è parte del suo racconto
Ci sono eventi che durano una giornata, ma che hanno effetti sul futuro delle persone.
La 12 Ore Nuotando con AmOre per AISM è uno di questi: una staffetta lunga dodici ore, certo, ma soprattutto un’occasione per avvicinarsi al lavoro di AISM Roma, alla sua rete di persone, ai suoi valori e alle attività che ogni giorno mette in campo accanto alle persone con sclerosi multipla e alle loro famiglie.

Lo raccontano le parole di Francesca Di Giovanni e Luciano Vietri, che riportano la 12 Ore dentro una storia più ampia di partecipazione, comunità e sostegno concreto.
Il lavoro di AISM Roma accanto alle persone con sclerosi multipla
AISM Roma è una realtà che ogni giorno lavora accanto alle persone con sclerosi multipla. Lo fa con servizi concreti, che vanno dall’ascolto al supporto psicologico e legale, fino alla mobilità per esigenze sanitarie e terapeutiche.
Aism mette al centro della sua missione la persona, ne tutela i diritti e sostiene la ricerca
Francesca Di Giovanni, presidente di AISM Roma
L’obiettivo di AISM Roma, come spiega la presidente Francesca Di Giovanni, è sostenere concretamente le persone con sclerosi multipla e patologie correlate, ma anche le loro famiglie.



Dal rugby al nuoto: un filo rosso fatto di inclusione e partecipazione
Non è la prima volta che Easy4Green racconta AISM Roma attraverso lo sport. Lo scorso anno lo avevamo fatto con il torneo di rugby solidale, un’altra iniziativa capace di trasformare una manifestazione sportiva in un momento di inclusione, presenza e supporto concreto.
La 12 Ore Nuotando con AmOre si inserisce nello stesso filone, ma lo fa con un linguaggio diverso: quello del nuoto, della staffetta, del passaggio di corsia in corsia, di un gesto che si ripete e si somma fino a diventare impresa collettiva.
I numeri di un’edizione da record
L’edizione 2026 della 12 Ore Nuotando con AmOre per AISM ha confermato la forza di un appuntamento che, anno dopo anno, continua a crescere.

Domenica 7 giugno, al Centro Federale Polo Acquatico Valco San Paolo di Roma, sono arrivate oltre 1.200 persone iscritte, distribuite in 18 squadre, per una staffetta no stop dalle 8 alle 20 che ha portato a percorrere 883 chilometri complessivi in vasca (superando il record del 2024, di 840km).
A questi numeri si aggiunge un dato altrettanto importante: oltre 35.000 euro raccolti a sostegno di AISM Roma.
I numeri aiutano a capire la portata dell’evento, ma non bastano a spiegare fino in fondo perché questa giornata continui a lasciare il segno. Perché la 12 Ore non si misura solo in chilometri, ma anche nella capacità di mettere insieme persone molto diverse attorno a una causa comune.
Una vera festa dello sport accessibile
Uno degli aspetti più belli dell’edizione 2026 è stata la sua dimensione inclusiva. Hanno partecipato 75 nuotatori con disabilità, tra cui persone con sclerosi multipla, i ragazzi del Progetto Filippide e la squadra di pallanuoto paralimpico SSD Octopus.
È un evento di rara bellezza, dove i sogni prendono vita, perché si realizza davvero l’inclusione
Francesca Di Giovanni, presidente di AISM Roma

presidente di AISM Roma
Accanto alla staffetta si sono svolte anche altre attività, come il torneo benefico under 12 di pallanuoto e momenti dedicati al benessere.
Il risultato? Una giornata aperta, partecipata, piena di energia, in cui sport e solidarietà sono andati davvero nella stessa direzione.
Cos’è la 12 Ore Nuotando con AmOre e come nasce questa iniziativa

Per capire davvero la 12 Ore bisogna tornare alla sua origine.
Luciano Vietri, ideatore dell’evento e fondatore di Swimming Travel, racconta che “La 12 Ore nasce da un’idea semplice. Il momento della staffetta è sempre coinvolgente, e abbiamo pensato di portarlo non per una o due ore, ma per dodici”.
Un’intuizione semplice, appunto, ma capace di durare nel tempo senza perdere la sua identità.
Secondo Vietri, la genesi della 12 Ore è rimasta intatta negli anni. È nata da un gruppo di amici, poi si è allargata insieme ad AISM, mantenendo però gli stessi principi: inclusione, fratellanza, partecipazione.
In acqua, infatti, si ritrovino insieme persone con patologie, nuotatori professionisti e amatori che magari hanno iniziato da poco. Ed è proprio questa coesistenza a rendere l’evento riconoscibile, anche dopo undici edizioni.
La genesi si è mantenuta negli anni, e i principi sono rimasti sempre gli stessi, e questo ci inorgoglisce molto.
Luciano Vietri, ideatore dell’evento e fondatore di Swimming Travel
Perché la 12 Ore è molto più di una manifestazione sportiva
Ma organizzare un evento come la 12 Ore non è come gestire un classico evento sportivo.
Noi abbiamo cercato di unire e ci stiamo riuscendo la parola sport con la parola solidarietà.
Luciano Vietri, ideatore dell’evento e fondatore di Swimming Travel

ideatore dell’evento e fondatore
di Swimming Travel

Swimming Travel, agenzia che organizza eventi sportivi, arriva da anni di organizzazione di manifestazioni con regole, tempi, vincoli tecnici.
Ma qui il quadro cambia: il nuoto resta la cornice, ma ciò che davvero conta è lo stare insieme, il divertimento condiviso, la possibilità di convogliare energie diverse in un unico messaggio di sostegno ad AISM e alla lotta contro la sclerosi multipla.
Quando lo sport crea connessione: il valore umano della 12 Ore
La 12 Ore non mette in movimento solo atleti e squadre. Mette in relazione persone, ruoli e mondi diversi: partner, capitani, nuotatori, volontari, dipendenti di AISM, istituzioni e realtà del territorio.
L’evento permette alle persone di sentirsi parte di un progetto più grande. Non si tratta solo di partecipare a una bella giornata, ma di entrare in contatto con valori come solidarietà, inclusione e responsabilità. E magari portarseli dietro anche dopo l’evento.

“Esperienze come la 12 Ore lasciano il segno”, dice Francesca Di Giovanni, “perché trasformano una causa da qualcosa che si osserva da fuori a qualcosa a cui si partecipa in prima persona.”
Nuotare, abbracciarsi, fare il giudice, conoscere i volontari, stare dentro la giornata: è questo che permette di sviluppare una consapevolezza più profonda e una disponibilità più autentica a sostenere la causa.
Il “macroclima” che ogni anno rende unica la giornata
Luciano Vietri usa un’espressione molto efficace per descrivere quello che succede alla 12 Ore: parla di un “macroclima” unico, che sorprende ogni anno anche chi ormai conosce bene l’evento. Per quanto si possa immaginare in anticipo come andrà, dice, la realtà supera sempre le aspettative.
Le persone cambiano, le dinamiche cambiano, l’energia cambia. E così ogni edizione è diversa, anche se la piscina, le corsie e le cuffie restano le stesse. È forse questo uno dei motivi per cui la 12 Ore continua a crescere: non replica un format, ma rinnova ogni volta un’esperienza collettiva.
Quando la raccolta fondi diventa aiuto concreto
Uno degli aspetti più importanti della 12 Ore è che il suo impatto non si ferma alla giornata dell’evento. I 35.000 euro raccolti saranno infatti destinati a un servizio molto concreto: il supporto alla mobilità per necessità sanitarie attraverso il progetto SMuoviamoci. Un bisogno molto concreto, che ogni anno coinvolge oltre 250 persone con sclerosi multipla e i loro familiari.



Il progetto SMuoviamoci e il supporto alla mobilità sanitaria
Quando si parla di mobilità si rischia di pensare a un tema secondario. In realtà, per molte persone, poter raggiungere un centro per le terapie, la riabilitazione o le attività di benessere fa la differenza tra continuare un percorso di cura e rinunciarvi.
Queste azioni rappresentano per le persone motivo di non isolamento, e di non rinuncia alle cure.
Francesca Di Giovanni, presidente di AISM Roma
È per questo che AISM Roma considera il supporto alla mobilità un’attività fondamentale e vuole rafforzarla ulteriormente da quest’anno.
Ascolto e supporto alle famiglie
Il punto, però, non è solo accompagnare le persone alle cure. È anche stare accanto a chi ogni giorno convive con la sclerosi multipla e a chi le sta vicino. Per questo il lavoro di AISM Roma riguarda anche le famiglie, l’ascolto dei bisogni, l’orientamento e la tutela dei diritti. In questo senso, la raccolta fondi della 12 Ore sostiene un servizio preciso, ma anche un’idea più ampia di vicinanza e presa in carico.



Il volto di AISM Roma dentro l’evento
Una delle cose più riuscite della 12 Ore è che permette di conoscere AISM Roma non solo attraverso una campagna o un appello, ma più nel profondo, e a cogliere “il vero senso dell’attività di AISM”: stare accanto alle persone, risolvere problemi concreti e farlo anche attraverso un momento di leggerezza e condivisione.
Quelle di AISM sono persone fantastiche, che danno loro stesse non il giorno della 12 ore ma durante tutto l’anno.
Luciano Vietri, ideatore dell’evento e fondatore di Swimming Travel
Attorno all’evento si muovono partner, sponsor, enti sostenitori, rappresentanti istituzionali, testimonial sportivi e figure del mondo dello spettacolo, ma anche un tessuto più ampio di volontari e sostenitori senza cui una giornata così non potrebbe esistere.
La forza della 12 Ore sta proprio nella capacità di tenere insieme tutti questi livelli senza far perdere il centro, ovvero il sostegno alle attività di AISM Roma. Un’associazione fatta di persone, storie, competenze e presenza quotidiana. E in questo la scelta dello sport funziona molto bene, perché crea un contesto informale, aperto, in cui ascoltare e incontrare diventa più facile.
Sport, solidarietà e inclusione: una formula che lascia il segno
Alla fine, la 12 Ore lascia il segno proprio per questo: perché riesce a trasformare una giornata di sport in qualcosa che continua anche dopo l’ultima corsia. Nei servizi che AISM Roma porta avanti, nelle persone che sostiene e nelle relazioni che riesce a creare attorno a una causa troppo spesso raccontata solo da lontano.
